lunedì 28 ottobre 2019

Libertà

Quando e perché ho iniziato a dire ciò che penso? Non lo so di preciso, certo è importante traguardo. Lasciarsi scivolare un po’ addosso le cose, saper dire no con cortesia e leggerezza, sostenere le proprie argomentazioni ...tanti piccoli passaggi quotidiani che però hanno contrastato quel senso di paralisi e dubbio continuo.....il qui ed ora che preserva il passato e coltiva il futuro

domenica 27 ottobre 2019

Mondo antico o solo vecchio?

Forse dipende dal fatto di essere cresciuta molto con persone più grandi di me; le nonne, i genitori e i racconti dei loro nonni, persino tata e maestra erano diciamo vecchiotte. Quindi volente o nolente sono cresciuta si con uno sguardo rivolto al futuro, ma con una grande consapevolezza del passato. O forse è solo carattere, magari anche un certo disinvestimento affettivo.....chissà. Fatto sta che mi trovo sempre più cinica e distaccata, anzi insofferente per ciò che mi circonda. Dal me too a Greta, tutto mi sembra caricaturale, fenomeni che si susseguono l’uno all’altro per riempiere vuoti di affetti, pensieri, realtà e opportunità. Quello in cui credo, nel lavoro e nella vita, è la responsabilità individuale: non dare lezioni al mondo, ma agisci intorno a te, con chi ti circonda, ogni giorno e con le piccole azioni. “Buoni pensieri, buone parole, buone azioni” forse dovremmo mirare a questo

giovedì 24 ottobre 2019

Un percorso di emozioni - 3

 A SE STESSO (G.Leopardi)

Or poserai per sempre,
Stanco mio cor. Perì l'inganno estremo,
Ch'eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
In noi di cari inganni,
Non che la speme, il desiderio è spento.
Posa per sempre. Assai
Palpitasti. Non val cosa nessuna
I moti tuoi, nè di sospiri è degna
La terra. Amaro e noia
La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.
T'acqueta omai. Dispera
L'ultima volta. Al gener nostro il fato
Non donò che il morire. Omai disprezza
Te, la natura, il brutto
Poter che, ascoso, a comun danno impera,
E l'infinita vanità del tutto.

In questa poesia emerge un’emozione con cui ci si confronta con grande fatica: il disprezzo. Quanto è possibile ammettere ( con se stessi, prima ancora che con altri)di provare disprezzo? È possibile utilizzare questa emozione in senso positivo, aprendosi a un confronto vero e non giudicante con parti di se’ ? Certo il lavoro sul disprezzo è duro, ma l’emozione, come sempre, non può e non deve essere censurata

mercoledì 23 ottobre 2019

Feuerstein -2

Organizzazione di punti (primo strumento): “l’uomo deve mettere ordine in un universo non organizzato, collegando oggetti e eventi in sistemi che hanno un significato” . Credo che questo sia il maggior legame che ho trovato tra il metodo Feuerstein e la psicoterapia. La ricerca del significato, come argine al dolore psichico e come base per la progettualità sul se’

Investire su se’ stessi- parte 2

Una discussione in famiglia ha dato origine a molte riflessioni. Generazione 1 - il lavoro permette di realizzarsi in ciò che è veramente importante (costruire una famiglia) VS generazione 2 - il lavoro è centrale per la realizzazione di sé. A parte la considerazione ovvia (ciò che lavoro e famiglia non si escludono a vicenda) credo che ci si dimentichi un passaggio fondamentale: ognuno di noi fa quel che può. Credo che nessuno a prescindere voglia essere solo, ne’ voglia rimanere disoccupato, forse solo una maggiore comprensione (non autoindulgente) può davvero permettere di sbloccare le situazioni e ricercare un’  autorealizzazione per sua natura personalissima e insindacabile

venerdì 11 ottobre 2019

Investire su sé stessi

Amo tanto il mio lavoro. Studio appassionatamente da 15 anni (giorno più, giorno meno) e spero di continuare a studiare per il resto della mia vita. Ma....si c'è un ma; la psicologia è una professione, come tale deve essere praticata e come tale andrebbe retribuita. Richiede investimenti importanti e stavolta sento di aver investito nel verso giusto. Arriverà a breve il mio sito, un punto di arrivo per quanto fatto finora, del mio fare ed essere psicologa, un punto di partenza (spero) per progetti futuri. Ai pazienti è chiesto un doppio investimento: economico (più o meno importante) ed emotivo. Proprio per questo credo sia importante che un professionista investa parimenti su sé stesso, per essere pronto davvero a tali giuste aspettative. Keep in touch

martedì 8 ottobre 2019

Feuerstein - 1

Presentazione generale

Se in questo blog posso (e voglio) prendermi lo spazio per riflettere sul mio lavoro,  oltre ai progetti in corso e ai risultati ottenuti, devo necessariamente parlare delle teorie e dei metodi che guidano il mio lavoro.
Uno di questi è sicuramente il Programma di Arricchimento Strumentale di R.Feuerstein, che integro da diversi anni nella mia pratica di psicologa clinica.
Il metodo nasce per potenziare le strategie di pensiero e apprendimento che ognuno di noi, indipendentamente dall'età e dalla condizione clinica, è chiamato ad adoperare nella vita di tutti i giorni. Infatti il pensiero è intrinseco nella nostra stessa natura umana.
Attraverso compiti di difficoltà progressiva, che permettono di lavorare in modo puntuale su tutte le funzioni cognitive (necessarie nelle fasi di input - elaborazione -output delle informazioni), permette al soggetto di conoscere e potenziare le proprie strategie di apprendimento. Tuttavia, l'esercizio non rimane mai sulla carte; il discente è spinto a calarlo nella propria realtà quotidiana, dotandolo così di un significato e un'utilità assolutamente personali.
Presenterò nel tempo i vari strumenti inclusi nel PAS standard


giovedì 3 ottobre 2019

Un percorso di emozioni - 2

Posso scrivere i versi più tristi stanotte - Pablo Neruda (1924)

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Scrivere, per esempio. “La notte è stellata,
e tremano, azzurri, gli astri in lontananza”.

E il vento della notte gira nel cielo e canta.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l’ho amata e a volte anche lei mi amava.

In notti come questa l’ho tenuta tra le braccia.
L’ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.

Lei mi ha amato e a volte anch’io l’amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l’ho più. Sentire che l’ho persa.

Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza di lei.
E il verso scende sull’anima come la rugiada sul prato.

Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte è stellata e lei non è con me.

Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano.
La mia anima non si rassegna d’averla persa.

Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.

La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli d’allora, già non siamo gli stessi.

Io non l’amo più, è vero, ma quanto l’ho amata.
La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.

D’un altro. Sarà d’un altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.
Ormai non l’amo più, è vero, ma forse l’amo ancora.
E’ così breve l’amore e così lungo l’oblio.

E siccome in notti come questa l’ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d’averla persa.

Benché questo sia l’ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.


La tristezza rappresenta l'emozione dominante negli eventi di perdita. Certo è tipica dei lutti, ma contraddistingue anche lo stato d'animo di chi si separa da persone e situazioni di vario tipo. La tristezza più sottile, forse più difficile da metabolizzare, tuttavia, credo sia quella conseguente all'abbandono di scopi prima importanti e significativi. Anche questo rappresenta un "lutto". Per quanto dolorosa, quindi, la tristezza è centrale per il nostro equilibrio psichico ed emotivo; concede di metabolizzare gli eventi e di riorganizzare le proprie risorse. Per tanto, come sempre avviene con le emozioni, non va negata o fuggita con condotte controproducenti, ma accettata e compresa. Solo questo processo, infatti, ci permetterà di utilizzare al meglio questa emozione, senza esserne travolti o bloccati

martedì 1 ottobre 2019

Accettazione

Di fronte a una perdita improvvisa (di qualunque genere possa essere) si possono innescare reazioni di lutto. Questo comporta emozioni anche molto violente, differenti a seconda dei casi: rabbia, angoscia, tristezza possono presentarsi in varia forma e entità. Tuttavia questo tempo doloroso è necessario, per arrivare a una successiva fase di accettazione, che non comporta mai dimenticare la persona cara, ma elaborarne la memoria per integrarla nella vita quotidiana