Posso scrivere i versi più tristi stanotte - Pablo Neruda (1924)
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Scrivere, per esempio. “La notte è stellata,
e tremano, azzurri, gli astri in lontananza”.
E il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l’ho amata e a volte anche lei mi amava.
In notti come questa l’ho tenuta tra le braccia.
L’ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi ha amato e a volte anch’io l’amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l’ho più. Sentire che l’ho persa.
Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza di lei.
E il verso scende sull’anima come la rugiada sul prato.
Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano.
La mia anima non si rassegna d’averla persa.
Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli d’allora, già non siamo gli stessi.
Io non l’amo più, è vero, ma quanto l’ho amata.
La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.
D’un altro. Sarà d’un altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.
Ormai non l’amo più, è vero, ma forse l’amo ancora.
E’ così breve l’amore e così lungo l’oblio.
E siccome in notti come questa l’ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d’averla persa.
Benché questo sia l’ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.
La tristezza rappresenta l'emozione dominante negli eventi di perdita. Certo è tipica dei lutti, ma contraddistingue anche lo stato d'animo di chi si separa da persone e situazioni di vario tipo. La tristezza più sottile, forse più difficile da metabolizzare, tuttavia, credo sia quella conseguente all'abbandono di scopi prima importanti e significativi. Anche questo rappresenta un "lutto". Per quanto dolorosa, quindi, la tristezza è centrale per il nostro equilibrio psichico ed emotivo; concede di metabolizzare gli eventi e di riorganizzare le proprie risorse. Per tanto, come sempre avviene con le emozioni, non va negata o fuggita con condotte controproducenti, ma accettata e compresa. Solo questo processo, infatti, ci permetterà di utilizzare al meglio questa emozione, senza esserne travolti o bloccati
Nessun commento:
Posta un commento