martedì 26 novembre 2019
Allergia alla burocrazia
L’ordine degli psicologi della Lombardia è bloccato da mesi per il rinnovo del consiglio; tutto fermo in un’istituzione che dovrebbe essere al servizio degli psicologi e che da noi viene pagata. Siamo all’assurdo. Lavoro in cooperativa: per 12 ore (di numero) settimanali di lavoro a scuola, sono in ballo da circa un mese è ancora non si è effettivamente partiti. Questo perché l’assistenza non fa capo, come dovrebbe, ai singoli istituti ma ai servizi (cooperativa in questo caso) a cui ciascun ragazzo afferisce.....il risultato anche qui è un apparato macchinoso, non efficiente, mortificante per i professionisti e poco utile ai ragazzi.....la burocrazia è il male del paese, ma forse non ci rendiamo neanche conto di quanto blocchi anche le più piccole cose
martedì 12 novembre 2019
Equilibrio
Quanto è difficile trovare un punto di equilibrio tra le proprie necessità/punti di vista e quelli altrui...il rischio è di dover negare parti di sé o ritrovarsi soli....è necessario qualcosa che va ben oltre un atteggiamento assertivo, una profonda convinzione interna di sé che precede e accompagna un’apertura all’altro....talvolta sembra di aver raggiunto un equilibrio, ma è davvero così o abbiamo solo costruito una confort zone?
venerdì 8 novembre 2019
E’ davvero solitudine?
Si parla spesso di quanto sia difficile mantenere i rapporti....la vita è frenetica, gli spostamenti più frequenti di un tempo, persino il lavoro talvolta non offre continuità relazionale. Ok , ma davvero ci sforziamo? Davvero proviamo a mantenere le relazioni, anche a costo di “inseguire” o sentirsi dire no o di rinunciare a qualcosa pur di vedersi? O diamo un po’ per scontato, forse per pigrizia o disillusione che le persone si perdano?
domenica 3 novembre 2019
Troppa o troppo poca psicologia?
A volte l’onnipresenza della psicologia e degli psicologi, il continuo moltiplicarsi di iniziative dell’ordine mi danno profondamente sui nervi. Mi sembra che si tenti di creare una domanda che il mercato evidentemente non produce in modo spontaneo, col risultato (secondo me) di apparire come tuttologi non richiesti.....poi però c’è l’altro lato della medaglia. Come ho già detto in un post persone intelligenti, di buona cultura e anche nella possibilità di farlo, non chiedono ne’ un supporto psicologico ne’ tanto meno una psicoterapia. Manca forse un punto di equilibrio o c’è comunicazione sbagliata tra professionisti(offerta) e clienti (domanda)?
La fatica della terapia
andare in terapia è faticoso....la vita quodiana è complessa e pesa ritagliarsi uno spazio quotidiano. Certo le resistenze esistono, fanno parte del processo terapeutico e vanno affrontate. Ma anche il quotidiano ha un peso. La vita è più difficile oggi inutile negarlo; meno sicurezze è routine sia lavorative che familiari, come si concilia ciò con anni di frequenza regolare è tenuta del setting? Quando è possibile chiedere o dare un adeguamento della frequenza in modo che non si colluda con le difese, ma si sostenga la parte che domanda sinceramente un percorso di terapia?
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